Via dalla Lombardia!

Svizzera: luci e ombre

Mentioned in this post
  1. Zytglogge
    Attraction in Bern Switzerland

    3 Bim Zytglogge
    Bern Switzerland
    http://www.zeitglockenturm.ch/
  2. Seebrücke
    Luzern Switzerland

    Seebrücke
    Luzern Switzerland
  3. Hotel Monopol
    Hotel in Luzern Switzerland

    1 Pilatusstrasse
    Luzern Switzerland
    041 226 43 43
    http://www.monopolluzern.ch/

 

“Happiness can be found, even in the darkest of times, if one only remembers to turn on the light.”

– Steven Kloves

Talvolta le vacanze di Natale in Lombardia fanno troppo male. Quindi è tempo di ricercare una nuova atmosfera di evasione e per questo inauguriamo il 2015 con una piccola fuga in Svizzera, la Svizzera del Nord, quella proprio quadrata. Precisi, puntuali e banche. Orologi, cioccolato e formaggio. Economia. Ma sarà davvero così? Prima tappa a Berna, città dell’orsa. Borgo di nobile aspetto sul fiume Aare, in vista delle cime innevate dell’Oberland, Berna è capitale federale e capoluogo del cantone omonimo. Vi giungiamo alle 17:00, sotto una pioggia del cazzo fastidiosa. Facciamo check-in e ne approfittiamo per un giro. Oltre la torre dell’orologio (Zytglogge), uno dei simboli della città, le casette del centro storico si sviluppano regolari seguendo uno schema suggestivo circondate dall’ansa del fiume, ma questo noi non lo sappiamo, perché è tutto dannatamente buio.

Berna by night

Berna by night

L’illuminazione è così scarsa che a malapena si scorgono i colori della Zytglogge e delle belle fontane che ornano la Gerechtigkeitsgasse, l’ultimo tratto antico della via centrale di Berna.

Ristorante Arlequin, sulla Gerechtigkeitsgasse

Ristorante Arlequin, sulla Gerechtigkeitsgasse

Il buio è protagonista della nostra serata, che prosegue in un delizioso ristorantino, l’Arlequin: atmosfera dolce ed intima, calore e cordialità, nonché un’ottima fonduta in grado di graziare anche gli stomaci più slatentizzati delle festività.

Berna dal Rosen Garten

Berna dal Rosen Garten

L’indomani, finalmente alla luce, visitiamo la città: è una bellissima giornata di sole e Berna è davvero carina, soprattutto vista dalla strada che conduce al Rosen Garten. Visitiamo la cattedrale a Münsterplatz, una costruzione tardogotica ornata  da rilievi e statue di fanciulle dai e personaggi sacri dai capelli dorati.

Il tempo per ritornare nella piazza commerciale e di rifocillarci con un brunch bernese e partiamo per Lucerna. Lucerna, non solo per assonanza, invece, fa venire in mente una lanterna luminosa che fluttua su un lago di oscurità; le ultime luci di Natale contribuiscono ulteriormente all’incanto, punteggiando palazzi e ponti  di viola, azzurro, giallo e rosso. Come ogni città, ha un momento della giornata in cui esprime pienamente la sua personalità, e nel suo caso è il crepuscolo.

Piume e luci

Piume e luci

Il Lago dei quattro Cantoni diventa d’argento e magnifici esemplari di cigno danzano increspando appena le acque mente un via vai di gente percorre il Kapell-Brücke, passando oltre chioschi di caldarroste, ristoranti caratteristici e le magnifiche facciate dipinte del borgo medievale.  L’atmosfera che si respira è di tranquillità, e pacata meraviglia.

Seebrucke

Seebrucke

Il Seebrücke è una gabbia colorata di luminarie che scendono come collane di luce sul lago ora nero. Tutto questo è davvero poetico, ma noi abbiamo fame, e spinti dalle Intelligenze Artificiali superiamo il lungolago National Quai e ci inoltriamo nel borgo per provare un ristorantino talmente tipicamente svizzero da avere le tendine a quadretti rossi ed essere chiuso alle 21. La nostra faccia è più depressa di un autoritratto di Munch quando ci rimbalzano all’ingresso perché “Troppo tardi, la cucina è chiusa”. Ne approfitto per rendere tutti partecipi di questa idiosincrasia elvetica. Si mangia alle 19:00, massimo 19:30 per gli spiriti ribelli (volendo si può sostenere la causa e sensibilizzare l’opinione pubblica commentando con il seguente hashtag #thekitchenisclosed);  Il McDonald’s, famoso perché sarebbe l’ultimo ristorante a chiudere in caso di olocausto nucleare, non era operativo oltre le 22.

IMG_9231

I negozi sono chiusi dal venerdì al lunedì pomeriggio (immagino che la gente durante il week end si sfondi di giochi da tavolo e bevande analcoliche) e poi, per sfatare un mito, non è che sia tutto così pulito ed organizzato. Nella norma, insomma. Non puoi mai sapere quanto il tuo futuro marito è ossessivo finché non lo porti in Svizzera: se anche lì è capace di trasformarsi in uno dei personaggi di Carlo Verdone ed elencarti cosa non è ottimizzato, cosa è impreciso e cosa manca significa che hai raggiunto un Livello Gamma di ossessività , oppure che i luoghi comuni sulla Svizzera non sono poi così accurati. Al momento mi esprimo per la prima ipotesi.

Traffic

Traffic

Morale della favola, giriamo un po’ incazzati demotivati finché non vediamo una luce: trattasi del ristorante Fritschi. Ci fanno sedere di malavoglia e ci servono con stupore reverenziale un buon rösti  (una specie di frittata fatta di patate tagliate alla julienne e scottate in padella) ai formaggi e cotoletta alla viennese (o milanese, non scatenerò una guerra per questo); alle 21:30 i poveri camerieri -ai quali siamo debitori- avevano già giacca e cappotto e ci supplicavano con gli occhi. Decidiamo di uscire per porre fine alle loro sofferenze e per ridere della diversità dei nostri ritmi mentre torniamo nel degno di nota Hotel Monopol. Si vocifera che gli Svizzeri non abbiano mai incontrato gli Spagnoli; i primi dubitano l’esistenza dei secondi e viceversa, a tal punto che entrambi hanno assunto la controparte a figure leggendarie. La forza di repulsione di costoro è tale che i fisici stanno pensando di costruire un motore Svizzeri-Spagnoli che sarebbe addirittura più potente di quello a gatto imburrato.  Forti di queste considerazioni e con un bagaglio di luci ed ombre, come sempre, il giorno dopo sborsiamo i nostri 50 franchi di parcheggio (#Lavitacosta) e ritorniamo in Lombardia, sulle note di canzoni di alta tamarrìa sparate dalla classa bluetooth. Ricordate sempre, “I viaggi sono i viaggiatori” e siamo sicuri che, come in ogni luogo, non saranno uguali per tutti le cose che illuminano e quelle che rabbuiano. Alla prossima!

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *