Via dalla Lombardia!

Luglio in Provenza: un sogno in viola

Metà luglio: armi, bagagli e #ViaDallaLombardia!, alla volta della magica Provenza.

#Followmeto la dolce Provenza..

Fields of lavender I stroll through

with thoughts of romance and love

Take me beyond this earthly place

of daily stress and human woes/

Old world romance, here I am/

be so kind to come find me/

Caress me with the fragrance of love/

open me to myself and my beloved

Let divine love fill me with bliss

a touch – a hug – a gentle kiss.

Fields of lavender I stroll through

and dare to dream ….

 

Lavander nostalgia, Philip Doyle

Una volta un amico mi disse “la Provenza è una terra che ha il sapore di un sospiro a lungo trattenuto”.  Una regione che possiede una dolcezza ed un’armonia senza pari. Il viola e l’indaco dei campi di lavanda che si stempera nel verde tenue dei vigneti; le delicate tinte, dal ciano al violetto delle persiane aperte sulla facciata delle maisons color miele, la natura vibrante di api, villaggi arroccati come sentinelle su colline dimenticate, i contrasti che non ti aspetti.. l’arancio della terra d’ocra, verde scuro dei freschi boschi..

Campi di lavanda sul Mount Ventoux

Campi di lavanda sul Mount Ventoux

E così ti senti. Sei pieno di aspettative. Passi mesi a spulciare travelblogs e foto geotaggate per scoprire l’esatto momento in cui fiorisce la lavanda (tra fine Giugno ed i primi di Agosto)… cominci a sognare in viola, letteralmente.Tinteggi il viaggio di colori alla Cézanne ancora prima di passare oltre Ventimiglia.

E poi arrivi, e lasci andare questo sospiro. Non è come la immaginavi, è di più. Ai primi campi di lavanda, entrando nella regione della Vaucluse, salto sul sedile e fermo la macchina. Il moroso sorride ma in realtà pensa –M*nchia ci siamo-; è un fazzoletto di terra indaco intenso di 2 metri per quattro e ci giro intorno per mezz’ora in stato ipomaniacale. Bisogna saper attendere; presto, intere colline saranno inondate di tonalità che vanno dal lilla, al blu, a quello che gli inglesi chiamano “purple”, viola intenso. A perdita d’occhio. A saperlo prima, non mi scioglievo davanti al giardino privato dei signori X, che guardavano col colpo in canna dalla tendina di pizzo della maison provencale, ma tant’è.  Verso il primo pomeriggio arriviamo al nostro B&B, Domaine de Layaude Basse, e restiamo folgorati.

Un luogo romantico..

Un luogo romantico..

Si tratta di una romantica oasi di pace nei pressi di Lacoste, una costruzione di pietra dal sapore antico, assediata dai viticci ed arredata in stile Shabby (da piccola lo chiamavo “arredo anacronistico per depressi inglesi”, ora lo adoro.. #siinvecchia, n.d.a.); ha una piscina che si affaccia sul paesaggio sottostante, increspato di dolci colline ed illuminato da un sole tiepido, con qualche ciuffo di lavanda che solleva il profumo. Ogni mattina si fa colazione in terrazza, con croissants fatti in casa e altre dolcezze. Ci sistemiamo e lasciamo il porto per tuffarci nelle meraviglie di questa zona.

L’Abbaye Notre-Dame de Sénanque è il primo esempio di quelli che chiamo “luoghi d’atmosfera”.

 

 

Abbaye de Senaque

Abbaye de Senaque-costruzione del XII secolo- emana un’atmosfera pacata, piena di dolcezza, anche se è stata bruciata e messa ai ferri sia durante il periodo dell’Inquisizione sia nelle agitazioni che seguirono alla Rivoluzione francese..

 

Ci si arriva dopo un piacevole percorso sui tornanti, dove ogni tanto campi di lavanda strizzano l’occhio promettendo di aprirsi davanti ai tuoi occhi: e poi la vedi, circondata dal viola. E vedi anche orde di turisti armati di reflex, cavalletti, teleobiettivi ed attrezzature della NASA per foto a risoluzione infinita. La quantità di gente riesce a malapena a scalfire -con la sua medietà- l’aura di misticismo e di tepore che emana da questo suolo, ma ci si mette d’impegno. Tutti, come noi, pieni di quel sentimento tipicamente postmoderno che mi piace chiamare InstagramAnxiety: devo assolutamente inquadrettare questa meraviglia di pietra immersa nel viola. Vige un divieto: quello di non attraversare i campi di lavanda davanti al convento per farsi foto ad alto tasso di narcisismo. Divieto osservato da tutti, me compresa (vedi foto sopra).  Ci separiamo a malicuore da tutto ciò e ci dirigiamo verso uno dei caratteristici Villages perchèes arroccati sulle colline, ed arriviamo a Gordes.

Gordes (wow!)

Gordes (wow!)

Ci scappa un -wow!- oltre la curva, la coperta di gentili case color sabbia appesa sul versante del colle ci coglie ancora impreparati. Ci fermiamo per immortalare il villaggio nella luce del tramonto, e facciamo un giro scodellando 10 euro di parcheggio per l’acquisto di generi di prima necessità (un cappello per me). Torniamo -dopo un upgrade dell’outfit provenzale suddetto- alla nostra base per un tuffo in piscina, cullata da acqua tiepida e con nuove, indelebili immagini in mente..

 

Life’s dangers, Life’s drama,
A violet field, A panorama,
Spell blinding, fiery ball.
Gliding on horizon fall.
Endless rows
Lavender grows
Fragrant flowers
Floating high like towers…

Alla sera usciamo, vestito lavanda e voracità in corpo, per cenare al ristorante Estellan, nei pressi di Lacoste. Tutto delizioso, soprattutto i dolci.

Al mattino partiamo iper-eccitati alla volta di Sault, il villaggio dove si celebra la Fete de la Lavande; la più grande coltivazione di lavanda del Luberon. Ci lasciamo trasportare dalla intellegenze artificiali fino ai campi di Mont Ventoux, dove si produce il famoso miele di lavanda: è un’esplosione dello spettro del viola sotto un cielo d’acciaio che non fa che risaltare l’ordinato orizzonte indaco. Ma nulla ci può preparare a quello che avremmo trovato a Sault: c’è un paesello sulla collina, e sotto, tutto viola. Immaginatevi i campi del Monferrato e sostituite terreni del normale verde pastello con il viola ed il giallo delle ginestre: è come uno di quei disegni terribili che facevo da piccola con Paint, divertendomi a riempire gli spazi vuoti creati dall’intersezione di cerchi e linee e poi spacciandoli alla famiglia come dei Mondrian. Spettacolare. A Sault noleggiamo una bici (da Albion Cycles), solo per poterlo dire, perché il giro è brevissimo e foriero di sciatalgia per almeno un membro della coppia (#nonio). Lo shopping è doveroso: ci fermiamo alla Savonnerie de Provence, in Ruote de Saint-Trinit, alla Distillerie Aroma Plants, nelle vicinanze; dopo aver fatto il pieno di miele, saponi e sacchettini di lavanda, scendiamo e cambiamo meta.

Continua la cromoterapia con le ocre di Roussillon; stavolta sono il rosso mattone, l’ecru, il “terra di Siena” e l’arancio a creare un contrasto esplosivo ed emozionante con il verde della vegetazione e delle persiane. Ci incamminiamo nel percorso che procede all’interno del bosco (versione breve, causa sciatalgia) e ci lasciamo aggredire le retine da questi colori caldi, dalle rocce vive e dalla terra dorata. Ultimo villaggio visitato, la graziosa Bonnieux, ma è tutto un po’ triste. Già nell’aria si respira il ritorno forzato in Lombardia, con il suo corteo di piogge, paludi vere ed improvvisate e cittadine rassegnate alla mediocrità. La sera ceniamo ad Apt, in una trattoria di cui non farò il nome, vuoi per rifiuto mnemonico, vuoi perché il gestore era simpatico come una gastroscopia a tradimento e ci ha messo settanta minuti a portarci il conto.

Terzo giorno, ad Aix-en-Provence, giornata contrassegnata da una pianificazione idiota che ci porta lì di domenica. La mia mission era quella di reperire un arredo Shabby-provencale a mia mamma, a tutti i costi. Aix è famosa per il mercato infrasettimanale, un tripudio di colori, profumi e tradizioni. E noi ci siamo arrivati la domenica, tutto chiuso o quasi, solo la via principale esponeva qualche bancarella.  L’umore di Lombax rasentava lo zero assoluto ma ancora più patetica era la mia ostinazione. Finchè, il negozio adatto fa capolino. Gabbiette per uccellini in ottone, arredi in stile sud della Francia, tovagliette, fantasie di polli dappertutto e morbidi camicioni bianchi in lino! Faccio i miei acquisti e libero Lombax dalla tortura a cui lo stavo sottoponendo.

Di ritorno, infilo il camicione e sfodero il rametto di lavanda preso a Sault: si allontanano quei colori, quei profumi, tutto lo charme delle dimore provenzali ed il sogno, vagamente accennato, di possedere una maison dalle persiane lillà per smaltire le scorie emotive di un anno di stress… ma se siamo riusciti a renderne anche solo un scorcio, abbiamo già fatto tanto, e bene.

 

Periodo: Luglio 2014

Temperatura: 25-30°

Playlist:

  • Another’s arms – Coldplay (Ghost stories)
  • Ink – Coldplay (Ghost stories)
  • Always in my head – Coldplay (Ghost stories)
  • All your friends – Coldplay (Ghost stories)
  • Bosco – Placebo (Loud like love)
  • Le valse d’Amelie – Ompàmelie (Amelie OST)
  • Tous les memes – Stromae (Racine carrée)
Mentioned in this post
  1. Domaine de Layaude Basse
    Restaurant in Lacoste France

    Lacoste France
    04 90 75 90 06
    http://www.domainedelayaude.fr/
  2. Abbaye Notre-Dame de Sénanque
    Attraction in 84 France

    84 France
    04 90 72 05 86
    http://www.senanque.fr/
  3. Sault
    City in France

    84 France
  4. Aix-en-Provence
    City in France

    Aix-en-Provence France

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