Via dalla Lombardia!

Fior Fior di norvegesi!

 

 

Love comes like surprise ice on the water,
love comes like surprise ice at dawn.
Love comes like surprise ice on the water,
love comes at dawn.

Deprived of the light and of colours,
the world ends at your windowtree.
Darkness creates these illusions,
but pale days can teach you to see.

Surprise Ice – Kings of Convenience

MSCOLITE

Ci vorrebbero tanti stomaci quanti i ponti della msc per digerire tutto quello che vi propongono durante la crociera. Siamo dotati di un appetito scandaloso e di una altrettanto scandalosa sintonia culinaria. Entrambi onnivori, nel senso più grettamente letterale del termine. Mangiamo di tutto, e tutto quello che c’è nel piatto: questo bel chiasmo per premettervi che non apparteniamo alla categoria del foodchoosy, nemmeno a quella dei vegani mannari. Però qui siamo in difficoltà. La colazione parte all’alba e c’è di tutto; dura fino alle 12:00, l’angolo pizza è operativo fino all’1:00 di notte e ti porta la pizza fino in camera: ti inseguono proprio. Per seminarli efficacemente ho dovuto studiare tutti i nascondigli e le complesse torsioni dei corridoi del Deck 7. Parallelamente, sul Ponte 12, c’è l’hamburgeria. Fino alle 18:00. Ogni bar aperto (5) ha brioches e cremini tutto il giorno, tutti i giorni che Dio scende. Tisane e frullati all’angolo di poppa, vicino al salottino discreto in cui i passeggeri in astinenza da internet possono andare a dondolarsi con lo sguardo perso nel vuoto. Alle 11 in discoteca c’è la festa BAVARESE, con una morìa di wurstel, salsicce, crauti e birra. Di fianco alle piscine un gentile cameriere filippino scodella crepes dall’alba fino al tramonto nordico (h.23:00). Di fianco, gelati. È in corso una Waterloo nei nostri stomaci, noi dalla parte di Napoleone. Tra due ore si mangia. Di nuovo. Non possiamo farcela. #oanchesì.

Prima tappa, Warnemunde, in Germania: decidiamo che otto ore di pullman si possono fare ed optiamo per l’escursione a Berlino: certo, se non ci fosse stata dietro ai nostri sedili la campionessa di scatarro che si lamenta pure dell’infrasuono e dell’ultravioletto sarebbe stato meglio, ma che ci vuoi fare.

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La nostra guida si presenta così: “Viva l’Italia!Ci ho vissuto negli anni ’80, per quattro anni…in quel tempo, politicamente, erano Craxi vostri…vi darò un’idea di Berlino, una città che non definirei bella, ma interessante: vi avviso che qui non è come a Napoli, dove i semafori rossi sono una proposta…qui sono legge.

Il tipo si mostra anche esauriente oltre che simpaticissimo, mentre in una bella giornata di sole ci godiamo una toccata e fuga di una città sommersa della propria memoria.

FD3A3BE0-8AA3-4AE1-BA83-714A06891075Da Alexanderplatz, moderna e folle, alla Porta di Brandeburgo, per passare dal memoriale dell’Olocausto: un’intera piazza ricoperta di blocchi di pietra rettangolari che si elevano dal terreno ad altezze differenti. Ci si trova spaesati, non si capisce: forse è questo che si dovrebbe provare do fronte alla più grande tragedia della storia umana. L’artista stesso, interrogato sul senso della sua opera, pare abbia riposto: “Non c’è alcun significato. Di fronte ad un orrore simile, nessuna risposta.” È una città che ricorda, ma anche che perdona se stessa, e celebra ciò che è diventata. Ampie strade, immensi viali e la grandezza di spazi in cui si respira.

Un breve sosta alla capitale tedesca è solo l’antipasto perché la nostra meta è un’altra: gli splendidi fiordi norvegesi. E la prima tappa è il porto di Bergen, l’ entrata dei fiordi: visita alla cittadina e poi suicidio assistito, ovvero trekking sul monte Floien, per cercare di smaltire l’ammontare calorico accumulato in maniera sacrilega nei giorni precedenti. Bergen ci viene incontro alzandosi da una fresca nebbiolina, incorniciata dal volo dei gabbiani, su acque nere, colorata e regolare. Molte casette, se non tutte, sono di legno. Qui la paura del fuoco è davvero qualcosa, un intero quartiere è stato bruciato e ricostruito più volte. Graziosi negozietti si affacciano sulla piazza principale, una sequela di casette tipiche e leggermente storte a causa dello sprofondare delle fondamenta nel terreno umido.

Bergen, piazza principalePrendiamo la funicolare e saliamo sul monte che domina sulla città, dove senza dilungarmi troppo apprezziamo il verdissimo bosco pulsante di vita ed imperlato dalle gocce di umidità (nonché esempi di umorismo locale) e il passo spedito di una coppia di valtellinesi, che sono arrivati alla cima del monte tipo sei ore prima mentre io arrancavo fin nei mitocondri, Fabio lottava contro la spada di Damocle della tendinite e i partecipanti della festa della salamella bavarese strisciavano come lumache a dieci metri dall’inizio del percorso.

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Lago nero tra le valli del Monte Floien

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Finita l’escursione ci allontaniamo con la nostra Sinfonia, e credo di dire il vero quando parlo di un’emozione straordinaria nell’osservare la costa norvegese dal mare, da dopo Bergen in avanti: ascoltando Black lake di Bjork, mentre solchiamo acque d’argento nel fresco e nel verde, nella calma, circondati da gabbiani coraggiosi che s’affollano sul ponte sostenuti da un rapido vento.

…My heart is enormous lake, black with potion
I am blind, drowning in this ocean

My soul torn apart, my spirit is broken
Into the fabric of all he has woven

You fear my limitless emotions
I am bored of your apocalyptic obsessions…

La gita che più ci rimase nel cuore è stata senza dubbio l’attraversamento del fiordo da Hellesylt a Geiranger .

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Verdi vallate e innumerevoli ripidissime cascate lasciano subito il posto alla neve, salendo di quota, al sole che spande la sua luce su azzurrissimi laghi.

 

 

L’emozione nel sentire le leggende norrene narrate dalla guida, di sentir parlare del bifrost e del valhalla degli dèi nordici mentre la luce si scompone in prismi arcobaleno sul ghiaccio purissimo, come nella celebre leggenda.. qualcosa che non scorderemo! Unica tappa culinaria permessa dall’organizzazione del tour, a 1500mt di quota uno spettacolare trancio di salmone al ristorante Grotli Høyfjellshotell, e finalmente!

 

IMG_0534Qui a Fabio prende la mania molesta del  geocache e incominciamo a girare come pirla alla ricerca di scatoline con dentro i pensieri del popolo dei nativi digitali che fingono amore per la natura incontaminata e poi nascondono cose che puoi trovare solo con avanzatissimi gps (scherzo, è un giochetto divertentissimo!). Iniziamo la discesa e con una sosta panoramica sul fiordo di Geiranger che ci lascia senza fiato…ed eccola, proprio lì, nel lungo dito di acqua blu che s’insinua nella terra… la nostra MSCicci! La navigazione tra i verdi pendii è qualcosa di indescrivibile.. lascerò parlare le immagini, e la musica con cui ho accompagnato l’esperienza. Mille cascate si gettano nel mare, bianche e sottili come collane; alcune hanno anche dato luogo a leggende, come la cascata delle sette sorelle, direttamente di fronte al singolo “pretendente”. Si narra che il giovane principe (il pretendente) si fosse innamorato di sette sorelle (sette getti d’acqua) ma non sapessse chi di loro scegliere.. e allora si mise nella sponda di fronte a contemplarle per l’eternità… #theFeels.

La terza meravigliosa avventura è la via della neve di Lærdal: da Borgund, ad ammirare la stavkirke, e di nuovo in quota, sorprendentemente circondati da uno spoglio ed innevato paesaggio da fiaba. Le stavkirker nascono con il tramonto dell’epoca vichinga e con l’avvento del cristianesimo in Norvegia; siamo all’incirca nel XI secolo. Essendo costruite in legno, moltissime sono state distrutte dal fuoco, un vero spauracchio per gli abitanti di queste terre. Ne sono rimasti appena 30 esempi, in tutta la nazione. La stavkirker di Borgund colpisce subito per il suo colore nero e per le decorazioni apicali, a foggia di dragone. Di fianco è presente una chiesa cristiana, per le normali funzioni religiose.

Stavkirke di Borgund

Stavkirke di Borgund

Un esemplare di italiano medio in escursione con noi, reso praticamente macaco rhesus da molte assunzioni di IM (crf. Maccio Capatonda) o dal crudele lavoro sommario della genetica, ha liquidato lo straordinario esempio di architettura norrena come “una schifezza” e voleva farsi aprire l’anonima chiesa in cemento da uno dei 2,5 depressi abitanti del luogo. Non gli è stata concessa molta udienza e il darwinismo socio-culturale ha prevalso.

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Laerdal

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Andando oltre le pubbliche relazioni, parlerò della bellezza di questa terra. La Norvegia ha una bassissima densità abitativa; vasti spazi, sterminati silenzi e un rispetto e una comunione con la natura che si respira. Si respira nel modo in cui i villaggi sono adagiati nelle ripide e verdi vallate, le piccole casette lignee dal tetto coperto di muschio, tinteggiate di rosso, azzurro, bianco come a Lærdal.  Si respira nella quiete che si oppone alla frenesia tanto, troppo familiare nel nostro mondo comune, si respira questo messaggio, un inno alla quiete, al vivere a bassa voce. Quiet is the new loud, cantano i Kings of Convenience, gruppo musicale new folk molto popolare in Norvegia.

11923263_10207514100999832_7454472644666355018_nForse too quiet, anche perché la Norvegia ha un altissimo tasso di suicidi, a testimonianza del fatto che la solitudine demografica tanto arricchisce quanto depaupera del nostro essere umani e che l’altissimo reddito pro-capite non è certamente quello che costruisce la felicità. Per darvi un’idea del senso di isolamento che gli abitanti dei piccoli villaggi dei fiordi esperiscono, un piccolo aneddoto imparato dalla simpatica guida locale: un unico medico è presente solo il mercoledì nel villaggio di Flåm, nel Geirangerfjord; un elegante silenzio accolse l’ovvia domanda: “E se qualcuno sta male di giovedì?”.

12143288_10207901932335373_4511235223866292791_nIn definitiva, un bellissimo sogno al fresco e circondati da bellezza e pace. Unico rimpianto, essere legati ad orari, ansia, ritmi stabiliti dal viaggio in crociera: ciò non può che condurre ad una promessa di ritorno, un ritorno per esplorare e vivere appieno quello che, seppur emozionandoci, abbiamo solo assaggiato. Ad eccezione che a bordo della nave… altro che assaggiare, ci siamo mangiati pure il comandante, dopo la foto di rito alla serata di gala!

 

 

Periodo: Agosto 2015

Temperatura: 15° to 21°

Playlist:

  1. “Little kids”, Kings of Convenience (Quiet is the new loud)
  2. “Homesick” Kings of Convenience (Riot in an empty street)
  3. “Boat behind” Kings of Convenience
  4. “Stonemilker” Bjork (Vulnicura)
  5. “Black lake” Bjork (Vulnicura)
  6. “Black sun” Death cub for cuties (Kintsugi)
  7. “Surprise Ice” Kings of Convenience (Riot in an empty street)

 

 

Mentioned in this post
  1. Berlin
    City in Germany

    Berlin Germany
  2. Bergen
    City in Norway

    Bergen Norway
  3. Geiranger fjord
    Stranda Norway

    Stranda Norway
  4. Grotli Høyfjellshotell
    Hotel in Norway

    Norway
    61 21 74 74
    http://www.grotli.no/
  5. Lærdal
    Metro Area in Lærdal Norway

    Lærdal Norway

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